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martedì 19 febbraio 2013

"Chi nasce tondo muore rotolando" - Intervista a Fabio Carroccia


Questo è il titolo del primo libro di poesie di Fabio Carroccia, fondano, poeta per mancanza di definizioni appropriate. Ho trovato i suoi versi molto interessanti, perchè parlano di noi, di tutte le persone che ci circondano in questa vita di provincia, del ridicolo che c'è in loro e anche in noi stessi. Così l'ho intervistato...
Fabio Carroccia non è nessuno. O almeno nessuno vorrebbe essere.
Vorrebbe vivere in campagna, anzi più lontano, in una specie di rifugio. Ad allevare bestie o a fare il vino.

lunedì 12 dicembre 2011

Lo stivale tutto a piedi


Enrico Brizzi ha attraversato tutta l’Italia camminando: ecco “Italica 150”

“Dove arriveremo, Dio solo lo sa”. Questo deve essersi detto Enrico Brizzi il 7 aprile del 2010. Lo scrittore si trovava in Valle Aurina, dove l’Italia tocca il suo più alto grado di latitudine: davanti a lui una strada lunga 2191 chilometri. Da fare tutta a piedi.

Come il suo Jack Frusciante – personaggio di uno dei suoi libri più fortunati – anche Brizzi ha deciso di levare le tende dalla routine. La sua nuova dimensione, da qualche anno, è quella di “Psicoatleta”. E cosa vuol dire?

mercoledì 23 novembre 2011

Il rigore più lungo del mondo

E altre storie di Osvaldo Soriano, un narratore di sogni

Da quando conosco i racconti di Osvaldo Soriano, uno dei miei sogni irrealizzabili è quello di avere un poster della squadra argentina dell’Estrella Polar, o una foto di me che abbraccio El Gato Diaz, il portiere eroe di una partita di calcio rimasta nella storia della letteratura.

lunedì 21 novembre 2011

Troisi, “Oltre il respiro”

Uno sguardo intimo e un ricordo commosso del grande artista napoletano

In Italia certamente non mancano i bravi artisti di spettacolo, eppure il vuoto lasciato da Massimo Troisi si sente. Da diciassette anni. Era una voce genuina e geniale, legata da sempre al suo piccolo mondo familiare che non mancava mai di portare davanti alle telecamere. La sua cadenza dialettale – “Io l’italiano proprio non riesco a parlarlo…non lo so!”, disse una volta in un’intervista televisiva – colorata ma comprensibile, segnavano la sua distanza da quello show-business con cui pareva non voler scendere mai a compromessi.

sabato 8 ottobre 2011

"Il dormiglione": il primo racconto di "Nottetempo" - Disponibile il Podcast!

- Il mio racconto, intitolato "Il dormiglione", inaugurerà la nuova trasmissione di Radio Libriamoci Web: la lettura in onda stanotte alle 0.30, e in replica domenica alla stessa ora.
- Aggiornamento del 10 ottobre: a fondo pagina trovate il podcast del racconto!


E' giunta l'ora di "Nottetempo": stanotte parte la nuova trasmissione di Radio Libriamoci Web, dedicata a letture di racconti inediti. Ieri ho presentato l'iniziativa: chi sono quelli di Radio Libriamoci Web e cos'è "Dove si va da qui", la raccolta di racconti realizzata dai membri dell'associazione culturale "Delay".
Oggi presento il primo racconto letto, che è anche quello che apre la raccolta di racconti (che, ricordo, potete leggere gratuitamente QUI). Questo lancio è per me motivo di imbarazzo e di orgoglio allo stesso tempo, visto che si tratta di un mio lavoro. In ogni caso, abbiate pietà.

venerdì 7 ottobre 2011

"Nottetempo": i racconti letti in radio

- Inaugura il programma "Dove si va da qui", la raccolta di racconti dell'associazione "Delay"
- "Nottetempo" andrà in onda su Radio Libriamoci Web, a partire da sabato 8 ottobre, ogni sabato notte alle 0.30


Ascoltare letture di racconti alla radio potrebbe sembrare oggi decisamente demodè: sembra roba da preistoria della comunicazione, di quando la radio era in salotto, la televisione ancora non c'era, e si stava come ipnotizzati dalla voce calda che fuoriusciva dalle valvole gracchianti.
Poi è venuta la TV. E dopo ancora la sbornia ventennale internettiana (leggi anche 1990-2010... Messa così sembra una definizione temporale troppo netta, ma non è lontana dalla realtà e suona bene: potete usarla nelle vostre tesi di laurea, se volete). 


La radio, diciamolo tranquillamente,

lunedì 26 settembre 2011

Napoli vista dall'inferno - il nuovo libro di Peppe lanzetta


Tutto è cominciato perché, quando è uscito Gomorra, Roberto Saviano mi ha mandato una copia del suo libro con una dedica un po’ impegnativa: “a Peppe Lanzetta che per primo ha messo viso e mani all’inferno”. Ma come si fa a parlare dell’inferno quando poi ci vivi dentro, lo mastichi, lo digerisci, lo inghiotti, lo respiri?
Anche così può nascere un libro, da una dedica importante e con un’assunzione di responsabilità. Quella che d’altronde Peppe Lanzetta si è sempre preso. Sì, perché l’artista napoletano (è anche cabarettista, attore e musicista) ha sempre scritto di Napoli e per Napoli, quella nascosta dai turisti, traffichina e pezzente, disumana nella sua eccessiva umanità, nella sua anarchia, nella sua capacità di accogliere tutti senza discriminazioni e senza visto d’ingresso.

martedì 6 settembre 2011

Uno "Strega" troppo di provincia


l libro di Edoardo Nesi, vincitore del “Premio Strega” 2011, è a tratti toccante, ma non riesce a parlare con la voce di un Paese intero.
Il titolo è perfetto: “Storia della mia gente”. Anche il sottotitolo suona bene: “La rabbia e l’Amore della mia vita da industriale di provincia”. A giudicare da questi primi elementi, il libro che ha vinto il premio letterario più famoso d’Italia, quest’anno, sembra levarsi a gran voce per parlare del nostro Paese tutto. Caratteristica adatta ad intascare il premio e porsi come scritto importante per capire l’Italia, soprattutto in anni come questi, in cui chi governa tenta di far capire il meno possibile a chi è governato.

venerdì 26 agosto 2011

"Racconti disperati" - Il nuovo libro di Peppe Lanzetta


Peppe Lanzetta è uno dei pochi, veri artisti italiani a tutto tondo. Anzi, è un “grandeartista”: così, tutto attaccato, come lo ha definito Renzo Arbore nella prefazione a Figli di un bronx minore, il volume di racconti che nel 1993 ha fatto conoscere il Lanzetta-autore-di-culto ai lettori più attenti del nostro paese.
In realtà il personaggio di cui vi sto parlando nasce come attore innanzitutto teatrale, che si è fatto una fama negli anni ’80 con il suo cabaret grottesco e “disumano”, ispirato all’arte comica dell’americano Lenny Bruce. Ha lavorato però anche per il cinema con autori come Sorrentino, Tornatore, De Crescenzo, Loy.

giovedì 25 agosto 2011

A Natale che libro regalo?


Tra classici e nuove scoperte: qualche idea per ogni tipo di lettore.
Regalare un libro a Natale è utile per vari motivi. Innanzitutto per una ragione strettamente culturale: perché se vogliamo dare per buona la massima da antologia del Ministro Bondi (“con la cultura non si mangia”), è pur vero che con la cultura si vive meglio. Per questo regalare un libro è un gesto elegante e significativo: vuol dire anche farlo leggere, quindi oltre a carta e inchiostro si sta regalando anche del tempo prezioso per pensare ad un altrove, per stare con se stessi. Mica roba da poco! E poi si tratta quasi sempre di un regalo discreto anche per il portafogli.

martedì 23 agosto 2011

Viaggiare con Antonio Tabucchi


Quello che è certo è che Antonio Tabucchi ha sempre viaggiato molto. Non importa se quei posti di cui ci ha scritto nella sua lunga carriera li abbia visti realmente o li abbia solo immaginati: chi ha letto le sue pagine li ha vissuti davvero, si è fatto trasportare in altri luoghi. E proprio infondere vita sembra uno degli scopi più nobili di chi fa lo scrittore: tramite storie di vite spesso “altre”, che distraggono e fanno sognare, chi legge rinnova di emozioni e desideri la propria vita reale. O almeno si spera che sia così.

Dossier in difesa dello stato - come l'Italia si è salvata dalla P2


Dopo Tangentopoli, in Italia c’è stato una sorta di boom editoriale dei dossier: più numerosi erano gli scandali, più il numero di libri di inchieste (o presunte tali) si ingigantiva, cercando di coprire totalmente lo spettro dei punti di vista coinvolti negli scandali, nel tentativo di correggere la linea che divide i buoni e i cattivi del nostro immaturo Paese.

E ora "Strozzateci tutti"! - È il libro che interpreta le mafie, raccontate nella loro quotidianità.


Sembra strano, eppure qualcuno strozzerebbe coloro che scrivono, parlano e raccontano di mafie, attraverso libri, film e fiction. Toglierebbe loro la voce per evitare che si parli di argomenti scomodi, che macchiano l’immagine del nostro Bel Paese. Ancora più strano è il fatto che la minaccia arrivi dal capo del governo.
Parte dalle parole intimidatorie, pronunciate da Silvio Berlusconi ad Olbia nel novembre 2009, l’iniziativa di ventitré scrittori del sud uniti dall’impegno antimafia: partiti dalla creazione di un blog che sta diventando collettore nazionale di notizie e inchieste sulle mafie italiane e non solo, oggi sono arrivati alla pubblicazione di un libro, “Strozzateci tutti”, in vendita nelle librerie dallo scorso 30 settembre.

domenica 21 agosto 2011

Novelgate.com: una porta aperta su un mondo fantastico


Il 19 dicembre del 2009 è apparso on-line un sito dedicato alla narrazione di tipo fantastico, novelgate.com: racconti, disegni, poesie e quant’altro abbia a che fare con quel genere. Oh no, mi sono detto, ancora dragoni e nani che combattono volando con spade infuocate!

martedì 9 agosto 2011

Quando la critica riposa in pace - Nemmeno i Wu Ming saranno profeti in patria


Due anni fa apparve su una nota webzine italiana (Carmilla, diretta da Valerio Evangelisti, punto di ritrovo di molti scrittori) un memorandum di Wu Ming, il collettivo di autori italiani che con i suoi romanzi ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Questo “appunto” teorizzava l’esistenza di una nebulosa letteraria tutta italiana, accomunando opere di scrittori dalle attitudini apparentemente molto diverse tra loro, scritte tra il 1993 e il 2008. Il tentativo di affiancare lavori che descrivono nelle loro prose – spesso metaforicamente – le conseguenze degli avvenimenti dolorosi di quel quindicennio (tra i più significativi: fine della Prima Repubblica, attacco alle Twin Towers, G8 a Genova), venne etichettato con un nome provvisorio, destinato però a scatenare polemiche spesso vacue, facendo risaltare la situazione (in molti casi) mesta in cui versa la critica letteraria nostrana.

“Gomorra” fuori dalla valle del perturbante


Per me, lettore costante che solitamente degusta più che divora un libro, leggere Gomorra di Roberto Saviano è stata un’esperienza molto particolare: ricordo perfettamente che per tutto il breve periodo che ci ho messo a finirlo, quando non leggevo quelle pagine mi sorprendevo comunque a pensarci, continuamente. Durante lo studio o il lavoro, mentre mangiavo o sotto la doccia. Davanti alla retina mi passavano senza sosta le immagini crude dei morti, i complotti, le guerre, i ragazzi soldato; mi pareva di sentire la puzza dell’immondizia lasciata a marcire per le strade, o quella che sa di cancro dei copertoni bruciati nei campi di periferia; cercavo invano di trovare i capi dei fili che legano le strutture labirintiche dei clan, i “protagonisti” di questa storia, che si fronteggiano senza esclusione di colpi per poteri tanto immensi quanto taciuti. Insomma, ero distratto dalla mia solita esistenza.