Due anni fa apparve su una nota webzine italiana (Carmilla, diretta da Valerio Evangelisti, punto di ritrovo di molti scrittori) un memorandum di Wu Ming, il collettivo di autori italiani che con i suoi romanzi ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Questo “appunto” teorizzava l’esistenza di una nebulosa letteraria tutta italiana, accomunando opere di scrittori dalle attitudini apparentemente molto diverse tra loro, scritte tra il 1993 e il 2008. Il tentativo di affiancare lavori che descrivono nelle loro prose – spesso metaforicamente – le conseguenze degli avvenimenti dolorosi di quel quindicennio (tra i più significativi: fine della Prima Repubblica, attacco alle Twin Towers, G8 a Genova), venne etichettato con un nome provvisorio, destinato però a scatenare polemiche spesso vacue, facendo risaltare la situazione (in molti casi) mesta in cui versa la critica letteraria nostrana.
