Peppe Lanzetta è uno dei pochi, veri artisti italiani a tutto tondo. Anzi, è un “grandeartista”: così, tutto attaccato, come lo ha definito Renzo Arbore nella prefazione a Figli di un bronx minore, il volume di racconti che nel 1993 ha fatto conoscere il Lanzetta-autore-di-culto ai lettori più attenti del nostro paese.
In realtà il personaggio di cui vi sto parlando nasce come attore innanzitutto teatrale, che si è fatto una fama negli anni ’80 con il suo cabaret grottesco e “disumano”, ispirato all’arte comica dell’americano Lenny Bruce. Ha lavorato però anche per il cinema con autori come Sorrentino, Tornatore, De Crescenzo, Loy.