Il linguaggio televisivo è strutturato appositamente per essere compreso da più persone possibili. Eppure, nonostante l’attitudine popolare, i dirigenti delle aziende televisive spesso dimenticano questo che è il valore aggiunto del mezzo TV: chiamati ad esprimersi, essi si rifugiano di frequente nel ben più ostico “politichese”, fatto soprattutto di comunicazione non-verbale. Un esempio? Alzi la mano chi ha capito se la trasmissione “Vieni via con me”, la cui prima puntata è in programma il prossimo lunedì 8 novembre sulla Rai, andrà regolarmente in onda.
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martedì 23 agosto 2011
martedì 9 agosto 2011
“Gomorra” fuori dalla valle del perturbante
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Per me, lettore costante che solitamente degusta più che divora un libro, leggere Gomorra di Roberto Saviano è stata un’esperienza molto particolare: ricordo perfettamente che per tutto il breve periodo che ci ho messo a finirlo, quando non leggevo quelle pagine mi sorprendevo comunque a pensarci, continuamente. Durante lo studio o il lavoro, mentre mangiavo o sotto la doccia. Davanti alla retina mi passavano senza sosta le immagini crude dei morti, i complotti, le guerre, i ragazzi soldato; mi pareva di sentire la puzza dell’immondizia lasciata a marcire per le strade, o quella che sa di cancro dei copertoni bruciati nei campi di periferia; cercavo invano di trovare i capi dei fili che legano le strutture labirintiche dei clan, i “protagonisti” di questa storia, che si fronteggiano senza esclusione di colpi per poteri tanto immensi quanto taciuti. Insomma, ero distratto dalla mia solita esistenza.
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