mercoledì 30 novembre 2011

Donne che non torneranno (mai più)


I sacrifici delle ragazze nell’Italia fascista, nell’ultimo film di Pupi Avati

Maschi rozzi e virili, donnaioli per vocazione. Donne sacrificate in casa, ciniche coi loro mariti, ma con un’immensa capacità di sopportazione. Quale ragazza, al giorno d’oggi, riuscirebbe a sopportare un adulterio, riuscendo a ingoiarlo per rispondere a un fine che oggi spesso dimentichiamo, quello della coesione familiare? Quale ragazza, al giorno d’oggi, ha un cuore così grande?

lunedì 28 novembre 2011

L'Arte della commedia


Torna il teatro di Eduardo de Filippo, grande artista del Novecento

La grandezza del personaggio sta tutta nel pronunciare il suo nome, solo quello. Eduardo. Senza continuare con il cognome, tutti sappiamo già di chi si sta parlando. Quel nome non si può confondere nella selva di nomi simili di chi ha fatto più o meno la storia: di Eduardo ce n’è uno solo. Pronunci il suo nome e quasi senti l’odore del legno del palco, vissuto fino ad essere consumato. Una vita per il teatro, come mai nessun altro. Prolifico e profondo, intenso e drammatico, politico e popolare. Ma sempre sinceramente umano.

mercoledì 23 novembre 2011

Il rigore più lungo del mondo

E altre storie di Osvaldo Soriano, un narratore di sogni

Da quando conosco i racconti di Osvaldo Soriano, uno dei miei sogni irrealizzabili è quello di avere un poster della squadra argentina dell’Estrella Polar, o una foto di me che abbraccio El Gato Diaz, il portiere eroe di una partita di calcio rimasta nella storia della letteratura.

lunedì 21 novembre 2011

Troisi, “Oltre il respiro”

Uno sguardo intimo e un ricordo commosso del grande artista napoletano

In Italia certamente non mancano i bravi artisti di spettacolo, eppure il vuoto lasciato da Massimo Troisi si sente. Da diciassette anni. Era una voce genuina e geniale, legata da sempre al suo piccolo mondo familiare che non mancava mai di portare davanti alle telecamere. La sua cadenza dialettale – “Io l’italiano proprio non riesco a parlarlo…non lo so!”, disse una volta in un’intervista televisiva – colorata ma comprensibile, segnavano la sua distanza da quello show-business con cui pareva non voler scendere mai a compromessi.

sabato 19 novembre 2011

"Friendly Fire", settimo racconto letto in "Nottetempo"

- Settimo appuntamento con i radioracconti dell'associazione Delay, tratti dalla raccolta "Dove si va da qui", e letti nella trasmissione di Radio Libriamoci Web. E' il turno di Cristian Suardi.

L'atmosfera noir a cui ci ha abituato "Nottetempo" si addice perfettamente all'ambientazione tenebrosa della settima storia tratta da "Dove si va da qui". "Friendly Fire", di Cristian Suardi, è un ultimo viaggio alla ricerca della soddisfazione di un desiderio lussurioso. E il posto per realizzare tutto ciò si chiama proprio Friendly Fire: "Benvenuti, fermatevi qui a morire", recita il cartello all'ingresso della città. Per il nostro Dunkel, la realizzazione del sogno è più forte dell'istinto di sopravvivenza: la morte sarà solo la catarsi e forse il suo giorno più bello.

lunedì 14 novembre 2011

L'odiato pop dei Coldplay


Arriva alle nostre orecchie “Mylo Xyloto”, nuovo album di Chris Martin e soci

Difficile che una band come i Coldplay lasci indifferenti. Gli ascoltatori puristi – ovvero coloro che si vantano di ascoltare la roba migliore e più ricercata – solitamente snobbano i loro lavori, giudicandoli spesso come melense costruzioni per scalare le classifiche di vendita. I più “radiofonici”, quelli che ascoltano le radio più commerciali per riempire in qualche modo i timpani, usano invece godere indistintamente di ogni loro singolo, spesso non ricordando bene i titoli delle canzoni.

sabato 12 novembre 2011

"L'eredità", sesto racconto della Delay letto in "Nottetempo"

- Sesto appuntamento con i radioracconti dell'associazione Delay, tratti dalla raccolta "Dove si va da qui", e letti nella trasmissione di Radio Libriamoci Web. E' il turno di Angelo Murtas con il suo "L'eredità".


Benvenuto al mio funerale. Questo l'insolito saluto che il lettore trova all'inizio del racconto di Angelo Murtas. E non è uno scherzo. Il protagonista è ormai bello che morto e assiste dal di fuori alla cerimonia del suo funerale, provando a fare i conti con gli astanti, per capire finalmente chi l'ha preso in giro o per chi è valsa davvero la pena di vivere. Il tutto con dissacrante ironia, perchè "tanto sono morto, e a resuscitare non resuscito".