L’attacco è di quelli che prendono alle viscere più che ai timpani: un basso fluido tra stoccate secche e precise. Note di chitarra scheggiate nervosamente. Synth cupo come una giornata glaciale, tappeto ideale per la voce di Rico, un’ascia nel ghiaccio.
Parte così Eyes of riot, singolo che lancia il primo lavoro sulla lunga distanza dei nokeys, band parmense che in realtà con l’Italia ha ben poco a che fare.
L’album in questione si chiama “The Regency” e ci è sembrato molto di più della solita accozzaglia di pezzi più o meno buoni messi insieme per lanciare quattro o cinque ragazzotti di provincia nelle classifiche musicali; o, come più spesso accade nel panorama nostrano, nel finto-alternativo bosco dell’underground.
Decidiamo quindi di approfondire la questione intervistando proprio i nokeys, mentre in sottofondo scorre questo disco che abbiamo già parecchio ruminato, ma che proprio non riesce ad annoiarci.