Visualizzazione post con etichetta intervista nokeys. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista nokeys. Mostra tutti i post

venerdì 26 agosto 2011

La prossima "Guerra Fredda"


Ottavo e ultimo appuntamento con le migliori band emergenti della penisola: i nokeys.
La panoramica con la quale negli ultimi due mesi ho cercato di far luce sul meglio del sottobosco musicale italiano, termina oggi e termina col botto. Mi sono tenuto il meglio per l’ultimo, e il meglio sono i nokeys.
Lo dico senza sminuire gli altri, vi ho fatto ascoltare personaggi talentuosi. Ma seguo da tempo l’evoluzione di questa band che ragiona in grande, perché ha grandi mezzi e grande passione. E credo davvero che i nokeys siano l’unica vera band italiana di respiro internazionale.

domenica 21 agosto 2011

Welcome to “The Regency” - Con i “nokeys” nel Bel Paese addormentato nel bosco


L’attacco è di quelli che prendono alle viscere più che ai timpani: un basso fluido tra stoccate secche e precise. Note di chitarra scheggiate nervosamente. Synth cupo come una giornata glaciale, tappeto ideale per la voce di Rico, un’ascia nel ghiaccio.
Parte così Eyes of riot, singolo che lancia il primo lavoro sulla lunga distanza dei nokeys, band parmense che in realtà con l’Italia ha ben poco a che fare.
L’album in questione si chiama “The Regency” e ci è sembrato molto di più della solita accozzaglia di pezzi più o meno buoni messi insieme per lanciare quattro o cinque ragazzotti di provincia nelle classifiche musicali; o, come più spesso accade nel panorama nostrano, nel finto-alternativo bosco dell’underground.
Decidiamo quindi di approfondire la questione intervistando proprio i nokeys, mentre in sottofondo scorre questo disco che abbiamo già parecchio ruminato, ma che proprio non riesce ad annoiarci.