È l’8 gennaio del 1994, primo pomeriggio, e nella redazione milanese de “Il Giornale” si svolge la classica riunione pomeridiana. Il direttore, Indro Montanelli, non è al momento presente.
Ad un certo punto irrompe nella sala Silvio Berlusconi, sulla carta solo il fratello del proprietario del quotidiano, ma in realtà il vero editore: praticamente quello che mette la grana per mandare avanti la baracca. Contro ogni regola redazionale entra per dettare la nuova linea editoriale del giornale: “bisogna adottare la politica della mia politica”, è questo il concetto che vuole far passare.
Due ore dopo
