Gospel e arrangiamenti da “black music” fanno di “21” uno degli album più sorprendenti dell’anno.
Che Adele avesse un talento vero era palese già da “Chasing Pavement”, primo singolo estratto da “19”, il suo primo disco datato 2009. Il pezzo aveva una struttura pop semplice ma efficace, e la voce della diciannovenne inglese già faceva capire di poter far vibrare le anime. Ma molti annoverarono la ragazzina tra i cloni della scapestrata Amy Winehouse, che qualche mese prima aveva invaso le classifiche con un pur ottimo album lanciato dal tormentone “Rehab”. La voce di Adele si confuse un po’ nel mare magnum delle hit da classifica, in un contesto di ritorno alle sonorità black anni’60 e ’70, col rilancio di primedonne più o meno meritevoli di fare dischi.